aprile 2016

Pugilato: i colpi diretti

di Giancarlo Cappellano, tecnico della Federazione Pugilistica Italiana, preparatore atletico e personal trainer

Pugilato: colpi diretti

Lo studio della tecnica, alla base di ogni sessione pratica di pugilato, permette al pugile di eseguire movimenti sempre più in economia, sviluppare una maggior precisione e personalizzare il proprio stile.

I colpi in linea o diretti sono quei colpi portati lungo una traiettoria lineare.

Nel linguaggio comune si sente spesso parlare dei colpi in linea, utilizzando l’espressione jab e diretto sinistro, come fossero sinonimi, perché la maggioranza dei pugili combatte in posizione di guardia classica (piede sinistro in avanti).

È corretto definire jab (letteralmente: conficcare, pugnalare) il colpo portato con l’arto superiore avanzato e diretto o cross quello portato con l’arto arretrato.

Il compito del jab è quello di disturbare, tenere a distanza, logorare l’avversario ed aprire la strada al colpo più potente: il diretto o cross.

A seconda dello stile del pugile, il ruolo del jab può assumere connotazioni differenti.

Mohammad Ali, probabilmente il pugile più famoso di tutti i tempi, era famoso, oltre che per il suo inimitabile “gioco di gambe”, anche per il suo jab veloce e potente. I suoi scontri epici con Joe Frazier e George Foreman sono l’emblema di come questo colpo, portato rapidamente, possa essere molto efficace.

Anche lo stile che ha permesso al pugile ucraino Wladimir Klitschko di difendere il titolo mondiale per anni si fondava sulla particolare efficacia del jab, utilizzato in questo caso come colpo di sbarramento.

Klitschko sfruttava il jab come fosse una spada sempre protesa verso l’avversario, il quale, mantenuto a debita distanza, cadeva puntualmente al tappeto per effetto di un devastante e preciso diretto sul mento.

Jab: tecnica di esecuzione

Per una semplificazione dell’esposizione prenderemo come riferimento un combattente nella posizione di guardia più diffusa ovvero con il lato sinistro avanzato in direzione dell’avversario.

Vediamo quindi in dettaglio cosa avviene durante l’esecuzione del jab:

Pugilato: Jab

1. il ginocchio della gamba arretrata si distende, innescando il movimento di rotazione del bacino;

2. contemporaneamente, avviene anche una rotazione del tronco, la cui massa imprimerà potenza al colpo;

3. l’arto superiore si distende e simultaneamente compie una parziale intrarotazione, fino a portare il pugno in posizione parallela rispetto al suolo;

4. la spalla si solleva fino a coprire il mento, per proteggerlo da un eventuale contrattacco dell’avversario.

Diretto: tecnica di esecuzione

Pugilato: diretto

1. il piede della gamba arretrata compie una intrarotazione, innescando il movimento di rotazione del bacino;

2. contemporaneamente, avviene un’ampia rotazione del tronco che porta avanti la spalla arretrata;

3. l’energia cinetica prodotta dalla rotazione del tronco si somma a quella prodotta dalla distensione del gomito e dal movimento rotatorio del braccio.

Rispetto al jab, la maggiore ampiezza del movimento rotatorio determina un’importante accelerazione, che si traduce in un incremento della potenza del colpo.

Il diretto è il più potente dei colpi in linea.

La ragione per cui il diretto risulta essere più potente del jab è da attribuirsi quindi alla maggiore distanza percorsa dal pugno, che gli permette di accumulare più energia cinetica.

Un errore comune

Un bravo tecnico, in collaborazione con il preparatore atletico, deve essere in grado di analizzare la tecnica del pugile per individuare gli eventuali errori.

L’errore più comune, che si riscontra facilmente nei principianti, consiste nell’accompagnare i colpi protendendo il corpo in avanti, verso l’avversario, alla ricerca del contatto.

Ciò comporta un’alterazione del baricentro che compromette la stabilità del pugile e l’efficacia del colpo. In questa condizione, non è raro che il colpo manchi il bersaglio (“colpo a vuoto”) e trasformi il pugile in un facile bersaglio.

Un avversario esperto, inoltre, non esiterà a sfruttare l’energia impressa dall’avanzamento del tronco, per sferrare un micidiale colpo d’incontro.

La potenza del colpo d’incontro è il risultato della somma dell’energia del colpo sferrato con l’energia impressa dallo spostamento in avanti del viso del malcapitato.

Il ruolo del core

Affinché i colpi siano portati efficacemente, è importante che il pugile sia ben stabile in guardia, con il peso del corpo equamente distribuito tra le gambe.

La muscolatura del core (il nucleo centrale del corpo) svolge un ruolo importante per il mantenimento del corretto assetto del pugile. Essa, inoltre, è la principale responsabile del movimento rotatorio del tronco, che imprime la potenza al colpo.

Un core forte conferisce quindi al pugile una maggiore stabilità e una maggiore potenza nel portare i colpi.

Pertanto, durante la fase di preparazione di un pugile, è importante dedicare una particolare attenzione all’allenamento del core.

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