gennaio 2015

La misurazione della composizione corporea

di Scuola Nazionale Personal Trainer

Misurazione della composizione corporea

Lo stato di nutrizione è strettamente correlato con lo stato di salute.

Per valutare lo stato di nutrizione esistono diversi metodi, l’ Indice di Massa Corporea (IMC) è sicuramente il più comune.

La stima dell’Indice di Massa Corporea (IMC) è basata sulla relazione tra la statura ed il peso corporeo del soggetto. Fornisce, in modo semplice, una rapida valutazione dello stato di nutrizione, tuttavia presenta un elevato margine d’errore.

Un metodo più attendibile per valutare lo stato di nutrizione del soggetto consiste nella misurazione della sua composizione corporea, ovvero della ripartizione del peso corporeo tra massa magra e massa grassa.

Se prendiamo in esame due individui di pari peso e statura, uno sedentario e l’altro atleta agonista e ne analizziamo la composizione corporea, scopriremo con molta probabilità, che, pur avendo lo stesso IMC, il primo avrà una percentuale di grasso corporeo molto più elevata del secondo.

Misurare la composizione corporea permette quindi di formulare una valutazione più significativa, basata sul reale stato di forma del soggetto.

Per questa ragione, la percentuale di massa grassa è un parametro molto utilizzato in ambito sportivo.

Sulla base dei valori forniti dall’American Council on Exercise è possibile classificare lo stato di forma in relazione alla percentuale della massa grassa.

Classificazione Uomini Donne
Grasso essenziale (rischio salute) 2-5% 10-13%
Atletico 6-13% 14-20%
Attivo 14-17% 21-24%
Mediocre 18-24% 25-31%
Obeso 25% e oltre 32% e oltre

Dati tratti da: American Council on Exercise (2003) ACE Personal Trainer Manual, 3rd Ed., Ch. 6, Pg. 188, Table 6.14, General Body Fat Percentage Categories.

Esistono diverse tecniche di misura della composizione corporea.

Esistono numerose tecniche di misurazione della composizione corporea, ognuna di esse basata su tecnologie differenti (ultrasuoni, raggi x, pesata idrostatica, tomografia computerizzata, ecc..).

La plicometria e la bioimpedenziometria, sono tra quelle maggiormente utilizzate.

La plicometria

Tra i metodi antropometrici per la misurazione della composizione corporea, la plicometria rappresenta una soluzione semplice, accurata e poco invasiva.

Richiede l’utilizzo di uno strumento correttamente tarato e di un operatore adeguatamente formato, con buone doti manuali.

La tecnica si basa sulla misurazione del pannicolo adiposo sottocutaneo in specifici punti del corpo.

Il grado di correlazione del grasso sottocutaneo con quello totale varia in funzione delle caratteristiche morfologiche di individui e popolazioni.

Inoltre, la capacità di compressione della cute e del tessuto adiposo è correlata all’età e al grado di idratazione.

Con l’avanzare dell’età, infatti, lo strato adiposo sottocutaneo tende a diminuire, al contrario del grasso depositato nelle cavità addominali, che tende ad aumentare.

Tuttavia è da ritenersi un metodo accurato per valutare la composizione corporea con una scarsa marginalità di errore, in soggetti fino a 65 anni di età.

La tecnica

La rilevazione dei dati avviene misurando lo spessore delle pliche in diverse zone del corpo, con uno speciale calibro le cui estremità esercitano una pressione costante e standardizzata, chiamato plicometro.

Il plicometro Holtain è lo strumento di precisione maggiormente citato dalla bibliografia scientifica internazionale.

Per plica si considera lo spessore di una piega della cute e del relativo pannicolo adiposo sottocutaneo, presa in uno specifico punto del corpo.

Si parte posizionando il pollice e l’indice ben distanti tra loro. Avvicinandoli l’uno verso l’altro, si stringe e si solleva la plica in modo perpendicolare rispetto all’asse longitudinale del sito in esame.

La distanza iniziale tra pollice e indice varia in funzione dello spessore dello strato adiposo sottocutaneo da rilevare.

Il calibro va posizionato appena più in profondità rispetto al punto in cui le dita afferrano plica.

La plica deve essere mantenuta tra le dita finché la misurazione non viene ultimata.

La misurazione deve essere rilevata dopo circa 2 secondi (alcuni autori consigliano 4 secondi), altrimenti la compressione esercitata dal calibro potrebbe falsare il risultato.

Per quanto l’operatore possa essere addestrato, ripetendo la misurazione difficilmente otterrà un risultato identico.

Questo accade soprattutto durante la misurazione delle pliche più spesse, che presenta un margine d’errore più elevato.

Per ridurre tale margine, è utile ripetere la misurazione almeno tre volte per ogni sito e ricavare un valore medio.

I dati raccolti sono successivamente, elaborati tramite equazioni specifiche o appositi software.

A questo punto l’operatore è in grado di stimare la percentuale di grasso corporeo e risalire per differenza alla stima della componente magra.

Nel soggetto obeso la misurazione della plica potrebbe essere difficoltosa, soprattutto in sede addominale, come pure negli individui che hanno subito un forte calo ponderale, dove la cute molto rilassata può compromettere la rilevazione.

In alcuni casi particolari, il tessuto adiposo del soggetto esaminato si presenta unito al tessuto muscolare. Qualora non sia possibile separare il tessuto adiposo con la normale pressione di pollice e indice, la plicometria non può essere eseguita.

Vantaggi

La plicometria rappresenta un metodo di misurazione della composizione corporea poco invasivo che, oltre a stimare la massa grassa del soggetto analizzato, fornisce indicazioni sulla distribuzione del grasso corporeo.

Il plicometro è uno strumento  relativamente economico. Esistono versioni in plastica a buon mercato e strumenti professionali con attuatori di forza meccanici a molla, in grado di esercitare una pressione costante, che costano alcune centinaia di euro.

Svantaggi

L’utilizzo corretto del plicometro richiede buona manualità e molta pratica. Se ci si affida ad un operatore poco esperto, l’attendibilità del test potrebbe calare drasticamente.

La plicometria non è adatta ai soggetti obesi, agli over 65 e a coloro che presentano un pannicolo adiposo sottocutaneo adeso al tessuto muscolare.

Per alcune persone, la modalità con cui si svolge il test potrebbe essere percepita come imbarazzante.

La bioimpedenziometria

La bioimpedenziometria è un metodo non invasivo per la misurazione della composizione corporea.

Si tratta di una tecnica basata sulla bioimpedenza ovvero la resistenza che l’organismo oppone al passaggio di una corrente alternata a frequenze fisse. Tale resistenza è determinata dalle caratteristiche di conducibilità dei diversi tessuti di cui è composto l’organismo.

Il corpo umano è costituito per circa il 60% di acqua, un ottimo conduttore.

Il grasso corporeo, che invece è un pessimo conduttore, oppone una resistenza maggiore al passaggio della corrente.

Più alta è la quantità di massa grassa, maggiore è la bioimpedenza opposta dall’organismo.

La massa magra, invece, che contiene molta acqua, ha una migliore capacità di condurre la corrente.

La misurazione della bioimpedenza fornisce quindi indicazioni sulla percentuale di massa grassa e massa magra e sulla quantità di acqua presente nell’organismo, permettendo altresì la distinzione tra acqua intracellulare ed extracellulare.

La tecnica

Esistono molti strumenti di misura basati sul metodo della bioimpedenziometria, che consentono misurazioni attendibili o del tutto approssimative.

Per avere un buon grado di attendibilità è necessario affidarsi ad apparecchiature professionali, solitamente molto costose, dotate di 4 elettrodi da posizionare su mani e piedi.

Il test deve essere seguito da un operatore esperto, in grado di posizionare correttamente gli elettrodi e collocare gli arti nelle giuste angolazioni rispetto al tronco.

Ogni piccola variazione nel posizionamento di elettrodi e arti, così come la scorretta taratura dell’apparecchio, infatti, possono causare errori consistenti.

Anche lo stato di idratazione del soggetto, la temperatura ambientale, l’attività fisica recente e l’assunzione di pasti abbondanti nelle ore precedenti la rilevazione, possono alterare il risultato.

È quindi di assoluta importanza che le misurazioni avvengano in condizioni il più possibile standardizzate.

In questo modo, anche se il valore rilevato si discostasse dal valore reale, la ripetizione dell’esame consentirebbe di ricavare con precisione le variazioni rispetto ai risultati precedenti.

Vantaggi

La bioimpedenziometria è un metodo indiretto, attendibile e poco invasivo.

A differenza della plicometria, può essere utilizzata anche per esaminare soggetti obesi, anziani o con il tessuto adiposo sottocutaneo difficilmente separabile dal tessuto muscolare.

Oltre a rilevare la percentuale di massa grassa e massa magra, consente di valutare la quantità di acqua presente nell’organismo.

Fornisce indicazioni sullo stato di idratazione del soggetto.

Svantaggi

Richiede l’utilizzo di apparecchiature molto costose e personale esperto.

Rispetto alla plicometria, non richiede  una buona manualità, tuttavia esiste comunque la possibilità che si verifichino errori causati dall’operatore.

La validità della misurazione può essere compromessa da diversi fattori come l’idratazione, l’attività fisica recente e la temperatura ambientale.

Per poter stimare la corretta composizione corporea, è necessario prima verificare lo stato d’idratazione del soggetto testato.

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